D23

MagnetarMan's Glitch - Web Design & Tech Trends
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📖 Descrizione 📖

Partendo da un provocazione e basandomi sulla chiusura del D23 della Disney, evento che quest’anno è di importanza storica, senza diventare Discovery Channel intraprendo un viaggio partendo dalle origini della casa di Topolino fino ai giorni nostri, cercando di illustrare perché questa casa è arrivata oggi a detenere il 40% di tutti i contenuti prodotti audio-visivi che fruiamo su scala globale e perché secondo me, un po’ se lo sono anche meritato.

Sperando che i 19 minuti non siano per voi uno scoglio insormontabile, vi auguro un buon ascolto ed attendo Feedback in merito all’episodio.


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📜 Trascrizione della Puntata 📜

Salve a tutti ragazzi e ben tornati su glitch, basandomi su una provocazione che ormai sento un po’ troppo spesso, ovvero che la Disney è quella società che fa 4 soldi facendo i film della Pixar e ha solo i parchi a tema, che comunque incassano ma non è questo gran che, vorrei spiegarvi partendo dal D23 di quest’anno come la Disney al giorno d’oggi, nel 2019, è arrivata a detenere il 40% di tutto quello che vediamo e sentiamo. Iniziamo il viaggio, partendo dal D23 che si è tenuto da poco tempo, ovvero a luglio 2019, e facciamo un balzo temporale nel 1923. La Disney viene fondata dai fratelli Roy e Walt Disney, che è una casa di produzione di cartoni, lavorando e basandosi su lavori altrui. Facciamo un veloce salto al 1928, dove la Disney inizia a diventare quello che poi sarà la casa del topo. Infatti nel 1928 nasce Topolino, grazie alla mano di Walt Disney. Se nel 1928 avessero detto a Walt Disney che quel topo nel 2019 avrebbe comandato il mondo, non ci avrebbe mai creduto, però restate con me per vedere come la Disney è diventata la potenza che è oggi. Passiamo al 1966, prima batosta di Disney come casa, perché muore un titano, muore Walt Disney, e nel 1971 muore anche suo fratello. In questo periodo la Disney, dopo un primo successo con Topolino e con i cartoni in bianco e nero, si ritrova in una situazione di sbando totale. Non sa cosa fare, perdono commissioni, perdono soldi e molti pensano che la Disney sia già sull’orlo di una crisi da cui non si riprenderà mai. Ma vedremo che nella storia di questa, per quanto mi riguarda specialissima società, più di qualche volta ne hanno decretato la sua fine, ma è riuscita a rialzarsi più forti di prima. Infatti, dalla morte di Roy Disney fino a tutti gli anni 80, la Disney passa un momento tragico, un momento nero, e riesce a guadagnare, a ragganellare, tra virgolette, sempre per una società di quel calibro, tutti gli anni 80, qualcosina dei parchi a tema. Infatti, a metà degli anni 80, cambia l’intero bordero e puntano tutto sui parchi a tema, cercando di riprendersi, e ci riescono. La scelta, infatti, è vincente. Grazie ai parchi a tema, nel 1991, la Disney riesce a quotarsi in borsa e inizia a dinanellare una strada di successi, uno dietro l’altro. 1991 si quota in borsa. Subito dopo, avendo naso, il bordero di Disney capisce che il cinema è la loro vocazione, e quindi iniziano ad acquistare studi di produzione come se non ci fossero domani. Miramax, Touchstone, Hollywood Pictures, tutti sotto a marchio Disney. Seppur Disney opere un controllo minimo su questi studi, ma cerchi solo di fortificarsi le spalle, nel 1995 fanno la più grandi acquisizioni che Disney abbia mai fatto. Acquistano la ABC e la SPN, che erano due società che facevano produzione radiofonica e video per, pensate, la cifra di 19,5 miliardi di dollari, e nel 1995, con l’inflazione, erano una cifra astronomica. Più che altro abituatevi a queste cifre, perché ormai inizieremo a parlare a sonni miliardi, soprattutto nell’ultima parte. Ma torniamo a noi. La Disney, credo, faccia il passo più lungo della gamma. Si ritrova con gravissimi problemi, e per questo negli anni 2000, dal 1995 al 2000, c’è una crisi nera, che, come detto da alcuni in quel periodo, si apprestava a chiudere. Seppur in bellezza, aveva comunque fatto la storia dell’animazione in questi anni, il suo cammino. Ed è qui, in una situazione nera, con gli azionisti pronti ad aspettare tutto il bordero di Disney con i mani forconi, perché avevano perso letteralmente miliardi, e la società si ritrovava nella crisi più nera che abbia mai vissuto dalla morte di Walt. Arriva il salvatore, lo Steve Jobs, una persona che, apparentemente, quando venne letta, non destò granch’e stupore, ma che riuscirà a riportare Disney in positivo e a farla arrivare ad oggi alla superpotenza che conosciamo. Questa persona si chiama Robert Eicher, per gli amici Bob. Forte del marchio che aveva alle spalle, inizia a riorganizzare tutto l’organico della società. Si focalizza sui parchi a tema, riduce gli organici delle controllate, ma soprattutto inizia ad investire di nuovo in quello che era il core business della società nei primi anni del 1900, ovvero l’animazione. Compra una piccolissima percentuale di una società detenuta, niente poco di meno, che da Steve Jobs, la Pixar. Ecco, questa acquisizione che viene vista di cattivo occhio da tutti, perché la Pixar al periodo nei primi anni 2000 aveva rilasciato sito e storie che era stato il primo film in animazione computerizzata, ma che ancora non era diventata la Pixar che conosciamo oggi. Però Bob Eicher, scopriremo, chissà come mai, forse con la palla magica, forse perché sa fare bene il suo mestiere, inizia ad acquisire tutta una serie di società che porteranno Disney all’impero che è adesso. Dopo una serie di film della Pixar che fanno balzare alle cronache questo studio come lo studio dei film di animazioni per bambini con delle trame costruite a più strati, focalizzandosi su praticamente tutto il pubblico che vediamo in sala, non solo sui bambini come possa apparire ad un primo momento, sforna alcuni film che verranno poi candidati agli Oscar come migliore sceneggiatura, miglior film e migliore animazione. E qui fa il colpaccio grosso, infatti nel 2006 acquisisce Pixar per 7,4 miliardi di dollari, dando allo studio californiano non solo la possibilità di uscire come Disney Pixar, ma a quei 7,4 miliardi di dollari che danno la possibilità di sfornare capolavori uno dietro l’altro. Realizza quel piccolo capolavoro di alla ricerca di Nemo che nonostante un budget di soli 94 milioni riesce ad arrivare quasi al miliardo di incassi e vince il primo Oscar come migliore film di animazione. Abbiamo successivamente i più incredibili che esce poco dopo, 93 milioni di dollari di budget, 633 milioni di dollari di incasso, vince l’Oscar come migliore film di animazione. Monster E.C.O. ha altro grande successo fin quando ad arrivare al 2008 con Wall-E, che è il primo film di animazione a gareggiare agli Oscar come migliore sceneggiatura originale e a vincere la. Pixar ormai è lanciata, è diventata la società che tutti apprezzano e che non si sa come, ogni film che cacci, che si basa su soggetti sempre nuovi, sempre freschi, riesce con poco budget ad entrare nei cuori di grandi e piccini. Arriviamo al 2009, altro grande colpo che fa la Disney, infatti Bob Iger e lui non lo nascose mai al bordero della società, era fissato con i fumetti, era un nerd, era una persona come noi e decide di salvare la Marvel Comics dalla banca rotta. Perché sì la Marvel Comics dal 2005 non navigava in buone acque, proprio perché aveva perso la sfida con la sua rivale acerrima, ovvero la DC, e proprio per questo inizi ad anellare tutta una serie di insuccessi a livello di testate ma soprattutto di incassi che la portarono ormai sulla banca rotta e a dover vendere gran parte delle sue proprietà intellettuali. Questa cosa successe soprattutto perché iniziava a crescere un movimento che oggi conosciamo benissimo, ovvero quello dei CineComics, infatti iniziò a vendere i diritti a sprombattuto di tantissime proprietà intellettuali di Marvel per poterne fare dei film e riuscire in qualche modo a risollevarsi. Invece arriva Disney nel 2009 e decide di acquisire Marvel per 4 miliardi dollari, una spesa magari ritenuta da alcuni assurda, infatti ricordo ancora al periodo testate parlavano di Bob Iger come di un pazzo, di una persona che non si rendeva conto di aver salvato una società sull’orlo della banca rotta e soprattutto di aver comprato una società che aveva perso ormai i gioielli della corona. Invece i personaggi maggiori come Spider-Man, come gli X-Men, come i Fantastici 4 erano stati ceduti a diverse case di produzione che ne avevano avuto i diritti esclusivi e per questo la Marvel doveva cinematograficamente parlando sotto il cappello Disney ripartire da capo. Bob Iger nonostante venga ritenuto un pazzo decide di impegnarsi e di mettere a capo il genio di quello che sarà poi la Marvel al cinema, ovvero Kevin Feige, altro nerd sfegatato, insieme a Bob Iger iniziano quello che poi prenderà il nome di MCU, ovvero Marvel Cinematic Universe, che oggi conosciamo come l’universo cinematografico il più grande successo che la storia del cinema moderno ricordi. Il Disney però non si ferma perché nel 2012 ricordiamo che la Lucas, anch’essa sull’orlo della banca rotta, decide tramite il suo creatore, ovvero George Lucas, di cedere tutte le provvedente virtuali a Disney. Altra mossa che viene definita dalla stampa come qualcosa di folle, però quello che dico io, ormai ci siamo abituati che Bob Iger è una persona che con poco riesce a tirare tanto perché non inizia a credergli e infatti tutto inizia a tacere per quanto riguarda il ramo Star Wars, che dopo la trilogia prequel non se la passava granch’è bene. Disney continua a battere il ferro e infatti nel 2013 arriva un’altra grande proprietà Pixar che finalmente consacra ulteriormente l’animazione. Frozen è un film che molti hanno ritenuto un filmetto da 4 soldi ma ricordiamo che a livello di incassi guadagnò 1,2 miliardi dollari, rendendo Pixar dalla sera alla mattina un colosso dell’animazione. Il 2013 è anche del Marvel Cinematic Universe, infatti ricordiamo il non troppo piaciuto, me compreso, Iron Man 3, che riesce a sfondare la soglia del miliardo arrivando a 1,2 miliardi di incasso. Saltiamo al 2015, infatti adesso le date diventano sempre più vicine e la situazione diventa sempre più frenetica. Finalmente vediamo il primo Star Wars a marchio Disney, ovvero il risveglio della forza, diretto da JJ Abrams a cui nessuno aveva fatto affidamento, però ricordiamo i nomi. Bob Iger lo conosciamo, JJ Abrams è stata sempre la persona che nel 2009 che ha rivitalizzato un altro brand che volessi dava per morto, ovvero quello di Star Trek. E basandosi su questi due pilastri, la Disney, Lucas, esce fuori con quel piccolo capolavoro che è Star Wars e il risveglio della forza. 2 miliardi di dollari, top 4 dei maggiori incassi della storia del cinema. Ricordiamo poi sempre il 2015 e l’anno di Avengers e John Woltron, 1,4 miliardi di incasso. Saltiamo ancora. 2017 è l’anno in cui Disney finalmente fa uscire i dati sui propri fatturati. In un anno e il solo anno 2017 Disney fattura 60 miliardi di dollari con un utile di oltre 10 miliardi. Inizia a diventare una bestia tentacolata che è difficile da mettere in crisi. E la cosa bella si chiude con il 2017 dove Disney, forte del fatto che Marvel andava bene ma voleva farla andare ancora meglio, decide di acquisire Fox. Nel 2017 Disney avanza la proposta di acquisire tutte le providenti lettuali cinematografiche di Fox per 66 miliardi di dollari. E’ l’acquisto più grosso di Disney, anche più grosso della ABC di 19,5 miliardi di dollari fatti nel 1995. Come al solito tutti dicono che Bob Iger è un pazzo e lo sta facendo solo per rimpinguare e riportare a case gioielli della colora di Marvel solo per dare a Kevin Fagghi la possibilità di riuscire a ricaparne 4 soldi. Arriviamo al 2018, ormai tempi nostri. Black Panther 1.3 miliardi di dollari, top 10 dei maggiori incassi della storia. Gli Incredibili 2 1.2 miliardi di dollari. E chiudiamo in bellezza con Infinity War, oltre 2 miliardi di dollari, top 5 dei maggiori incassi della storia del cinema. Se queste cifre per voi non fossero abbastanza, ricordiamo una piccola cosina, un’altra piccola proprietà Disney, ovvero la pizza, che continua nella sua strada di creare capolavori dell’animazione moderna. Infatti nel 2016, dopo il mega successo di Alla Ricerca di Nemo, Alla Ricerca di Dory riesce a guadagnare oltre 1 miliardo di dollari. La Lucasfilm rilascia quel piccolo capolavoro secondo il mio parere, che sfonda la barriera del miliardo. Civil War, sempre della Marvel, 1.1 miliardi di dollari. Nel 2017, la Disney ritorna forte al cinema solo con il suo marchio principale, ovvero Disney Studios, iniziando quel lungo percorso di trasposizione in live action, dei suoi classici a cartone animati che tutti ormai conosciamo. La Bella e la Bestia 1.2 miliardi di dollari. Si rifà sotto un’altra volta Lucasfilm con gli ultimi Jedi 1.3 miliardi di dollari. Ed arriviamo ai giorni nostri, ovvero il 2019, anno che consagra la Disney secondo me nella storia, perché il 2019 è l’anno in cui Disney fa letteralmente i fuochi d’artificio. Comprè il 100% di Ulo, piattaforma streaming che da prima vedeva solo una piccola quota di Disney, ma che blu ne è presa totalmente, e che non è mai mai mai mai mai mai mai mai mai mai mai mai mai mai mai mai mai mai. La Bella e la Bestia 2.0 miliardi di dollari. La Bella e la Bestia 3.0 miliardi di dollari. La Bella e la Bestia 4.0 miliardi di dollari. La Bella e la Bestia 5.0 miliardi di dollari. La Bella e la Bestia 6.0 miliardi di dollari. La Bella e la Bestia 7.0 miliardi di dollari. La Bella e la Bestia 8.0 miliardi di dollari. La Bella e la Bestia 9.0 miliardi di dollari. Il Re Leone. Un miliardo di dollari. Ricordando però che sia alla fine sia il Re Leone, sono ancora al cinema. Ritorniamo sulla Marvel. Capitán Marvel. 1.1 miliardi di dollari. Un film a quasi nessuno dava credito perché dirà, sarà solo un contentino per la seconda parte di Avengers, ovvero Endgame. Invece anche questo film dar ragione ai Marvel Studios, ma prima ancora alla Disney. Ed arriviamo alla punta di diamante, ovvero Avengers Endgame. Che distrugge record su record arrivando alla cifra astronomica di incasso di 2,8 miliardi di dollari. Facendolo diventare il film che ha incassato di più nella storia del cinema. Battendo finalmente anche Avatar. E ricordiamo che questo film è ancora in sala. I detrattori diranno, va beh ci siamo fermati qua. No. Perché l’anno ancora non è finito e da Disney continuano ad arrivare delle notizie. Il cui secondo me loro stanno stampando lo spumante. Perché Spider-Man Far From è ancora in sala e ha già sfondato il muro del miliardo di dollari. E finalmente arriviamo al D23. Dove la Marvel fa qualcosa senza precedenti. E’ l’unica casa che con le spalle abbastanza large riesce a fondere finalmente una piattaforma di streaming. Ovvero Disney Plus. Con la timeline della fase 4 del Marvel Cinematic Universe. Infatti per chi non lo sapesse. Alcune serie che verranno rilasciate più in là su Disney Plus. Si andranno ad inanellare. Ed avranno dei riferimenti molto forti a quelli che saranno i prossimi film della fase 4 della Marvel. E questa cosa credo che chiuda gli esperimenti della Disney. E’ strano come una società che era partita a fare cartoni animati nel 1928. Si è riuscita a diventare questa enorme super potenza. Però un po’ grazie alla fortuna. Un pochino grazie a persone che non si sono fatte chiudere nei dogmi di quella che era l’industria cinematografica e dell’animazione del periodo. Ma hanno saputo sognare. E la storia gli ha dato ragione. Persone come Bob Iger che da quando è arrivato a dirigere la Disney. Ha inanellato un successo dietro l’altro. Persone come Kevin Feige dei nerd. Persone che fino all’altro ieri avrebbero potuto mettere a posto fumetta la libreria. E’ riuscito a creare l’universo cinematografico più redditizio di tutti i tempi. E così vorrei chiudere il mio speciale sulla Disney. Che la prossima volta che sentirete qualcuno dire. Beh la Disney è quella che è la Pixar. E’ quella dei filmetti a cartoni animati. E’ quella di qualche film giusto per. Ricordatevi che la Disney è ben altro. Magari facendogli sentire questa puntata in modo che possano cambiare idea. Io vi ringrazio per avermi seguito in questa puntata. Spero di non essere stato troppo prolisso o palloso. E aspetto al vostro feedback riguardo a questa cosa faraonica. Che mi è costato un’ora e mezzo di registrazione.