📖 Descrizione 📖
Puntata in cui raccolgo tutte le domande fatte da parte vostra nelle ultime settimane, dannatamente interessanti e cerco di articolarle in modo da rispondere esaustivamente sia a chi me le ha poste sia a chi potrebbe averle ma ancora non si era deciso a farmele.
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📜 Trascrizione della Puntata 📜
Salve a tutti ragazzi e bentornati su Glitch. Ho deciso di prendermi questa puntata canonica di pausa per rispondere a diverse domande che mi avete fatto nel corso dell’ultimo periodo. Visto che erano domande molto molto interessanti, ho deciso di farcene una puntata sopra in modo da rendere i dotti un pochino tutti i miei ascoltatori. Per cui, partiamo subito a bomba. Per quanto riguarda WordPress, non molto tempo da quando sto registrando la fine di novembre è uscito WordPress 5.3 che pur essendo una versione minore del CMS, segna una netta spaccatura rispetto alle versioni precedenti. Innanzitutto perché inizia un graduale refresh di tutta la parte del backend, quindi tutta la parte che voi potete visualizzare come amministratori e che vi dà una mano a installare temi, plugin, eccetera. Quindi tutto il pannello amministratore inizia a passare al nuovo millennio. Gutenberg riceve un enorme aggiornamento sia come supporto a nuovi blocchi, sia questa versione getta le basi per gli aggiornamenti futuri che comprenderanno e potenzieranno in maniera molto seria Gutenberg in modo da renderlo alla pari di altri plugin molto blasonati come Elementor, eccetera. Quindi dei webbuilder a tutti gli effetti. Poi vengono corrette tutta una serie di vulnerabilità e di problemi di Gutenberg e in generale del core di WordPress e infine, questa è la nota più importante, viene deprecato il funzionamento di WordPress dalla 5.3 appena uscita in su, di PHP 5.2, 5.6, eccetera. Infatti da qui agli prossimi mesi gli aggiornamenti di WordPress man mano andranno ad eliminare tutto il codice vecchio e questo comporterà l’impossibilità di funzionamento di WordPress su i hosting che fanno girare una versione di PHP inferiore a 7, soprattutto perché WordPress 5, come vi ho già detto più in riprese, è un netto upgrade rispetto alle versioni precedenti, sia per quanto riguarda le caratteristiche ma soprattutto per quanto riguarda la velocità e l’adeguamento alle nuove tecnologie, proprio perché il funzionamento di WordPress su molte versioni di PHP, soprattutto le versioni vecchie, comportava avere parecchio codice molto vecchio e difficilmente fixabile in caso di vulnerabilità. Hanno deciso di tagliare tutti i ponti con queste versioni vecchie, ripulire in maniera progressiva tutto il core, rendere più funzionale, più veloce WordPress e adeguare sia Gutenberg che il back-end alle nuove tecnologie responsive ma soprattutto cercando il più possibile di aggiornare la grafica e renderla meno Windows XP. A breve, con l’inizio dell’anno, ovvero con gennaio 2020, uscirà la nuova versione di PHP, la 7.4. Per tutti gli sviluppatori e gli addetti lavori, questa qua è un’ottima notizia, in quanto PHP 7.4 nella sua roadmap, oltre ad avere tonnellate di ottimizzazioni, lato codice e lato interpretazione del codice PHP, è quindi tutto a vantaggio della velocità e del caricamento di qualunque risorsa scritta con questo linguaggio di programmazione, ma anche è stata presa di mira dagli sviluppatori di WordPress come un nuovo gradino di compatibilità, nel senso che nel futuro, WordPress utilizzerà come base minima PHP 7.4, sarà diciamo il nuovo paletto minimo standard con cui WordPress farà il possibile per interfacciarsi al meglio, ma soprattutto verrà sviluppato da qui nel prossimo futuro, nei prossimi anni. Infine, un’altra notizia di cui mi avete chiesto alcuni è relativa a Google e soprattutto alla sua futura implementazione di un avviso, come succede adesso per le pagine non protette da protocollo di cifratura, quindi non in HTTPS, per quanto riguarda i siti lenti. Infatti, come avrete notato, Google Chrome e poi tutti quanti gli altri si sono adeguati di conseguenza, ha preso molto a cuore la sicurezza degli utenti e quindi è iniziato a visualizzare già da qualche anno a questa parte un avviso in alto a sinistra che ora sta diventando sempre più visibile e sempre più fastidioso, per tutti quanti quei siti non sfruttano un protocollo cifrato, quindi non sono in HTTPS, ma trasferiscono ancora i propri dati con il protocollo non cifrato HTTPS. Sessa cosa, Google sta pensando di implementare una situazione simile, quindi progressiva, dapprima molto molto light e pulita a livello grafico, poi man mano sempre più stringente e pressante per quanto riguarda i siti che lei riterrà lenti. E qui ovviamente più di qualcuno mi ha chiesto quali sono i criteri di Google per decidere che è un sito lento. Beh, diciamo che Google innanzitutto non ha dei criteri proprietari per decidere se è un sito lento o meno, ma credo che si baserà sugli stessi criteri con cui è stato sviluppato il tool di testing Google Page Speed Insights che vi ho consigliato nella puntata The Tools e quindi il tutto sarà riconducibile al Tools Open Source Lighthouse, che appunto è la base di Google Page Speed e farà anche da motore generale per indicare un sito lento. Ovviamente inizierà a creare secondo me uno spartiacque ancora più deciso rispetto a quello che c’era prima, in quanto già Google in maniera abbastanza velata già implementa una cosa simile, nel senso che oltre la SEO per posizionare in maniera corretta e nelle prime posizioni un sito, Google da diversi anni ritiene fondamentale un sito veloce che si carica in poco tempo e che non affatica molto le risorse del dispositivo con cui si sta navigando quel sito e se questi criteri non vengono rispettati, Google automaticamente a parità di risultati declassa automaticamente il sito più lento. Questo ovviamente da concetto velato e riservato agli addetti lavori diventerà un qualcosa aperto alla massa e interpretabile facilmente dalla massa per cui un po tutti quelli che hanno a che fare con il web sono all’ascolto dovrebbero iniziare un attimo a fare i preparativi per cercare di ottimizzare il più possibile le proprie risorse e soprattutto di risolvere problemi di velocità e fare i conseguenti test. Spero che questa puntata di aggiornamento e di poca roba tecnica sia stata di vostro gradimento e noi ci sentiamo alla prossima puntata. PS. Se vuoi supportare questo podcast e non sai come fare, basta condividere la pagina magneterman.com slash podcasts con chi può averne bisogno. Al suo interno ci sono tutte le info necessarie per seguire, abbonarsi o supportare gratuitamente questo podcast tramite il link sponsorizzato Amazon o similari oppure tramite donazione singola con PayPal o ricorsiva tramite Patreon. 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