Siamo Sorvegliati

MagnetarMan's Glitch - Web Design & Tech Trends
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Siamo Sorvegliati
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📖 Descrizione 📖

Siamo Sorvegliati, tutti, costantemente. Nell’ultimo episodio di Glitch, ci immergiamo nel mondo della privacy e della sicurezza, prendendo ispirazione dalla serie TV “Persons of Interest”. Esploriamo come i moderni sistemi operativi come Mac OS e Windows possano minare la nostra privacy a più livelli, analizzando funzioni invasive e la raccolta di dati. Approfondiamo poi il lato oscuro dei browser, con particolare attenzione a Google Chrome e alternative più orientate alla protezione dei dati.

Nella seconda metà dell’episodio, ci focalizziamo sul famoso servizio VPN, Nord VPN. Discutiamo delle sue caratteristiche, della crescente popolarità e, in maniera critica, del rischio che servizi come Nord VPN possano diventare “gatekeeper” dell’accesso a Internet, influenzando la libertà online.

Un’analisi approfondita che vi farà riflettere sulle vostre abitudini digitali e sulla sicurezza della vostra presenza online.

Non perdete l’opportunità di essere parte di questa conversazione sulla privacy digitale.

Buon ascolto!


🔗 Link Puntata 🔗

Lo Scandalo Cambridge Analitica – Nova Lectio

Google Manifest V3

Google Contro Gli AdBlocker

Manifest V3 Danneggia Gli AdBlocker

Data Knightmare

Enpass Password Manager

Bitwarden Password Manager

Bitwarden Self Hosted

Cryptomator

1Password Data Breach

Last Pass Data Breach 1

Last Pass Data Breach 2

Pillole di Bit Parla di Cryptomator


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📜 Trascrizione della Puntata 📜

Siamo sorvegliati. Il governo dispone di un sistema segreto, una macchina, che ci spia ogni ora di ogni singolo giorno. Ho ideato la macchina per prevenire atti di terrorismo, ma vede ogni cosa. Crimini violenti che coinvolgono persone comuni, che il governo considera irrilevante. Ma noi no. Le autorità ci danno la caccia. Lavoriamo in incognito. Non ci troverete mai. Ma che siete vittime o carnefici, se esce il vostro numero, noi troveremo voi. Salve a tutti ragazzi e bentornati su Glitch. Questa puntata, effettivamente, si sono scomparso per due settimane, sia per cause varie, abbastanza problematiche a livello lavorativo, che mi hanno tenuto impegnato e mentalmente occupato. E poi soprattutto questa puntata, che volevo fare da tanto tempo sulla privacy, ha avuto un po’ di gestazione, una gestazione un po’ lunga, perché effettivamente cambia da più e più volte. E alla fine ho deciso di gestirla nella maniera della chiacchierata, a tutti gli effetti. Proprio perché, effettivamente, di fare la classica puntata complottista, magari denigratoria, o che punta il dito verso tutta una serie di ragionamenti strani o di pratiche che vengono utilizzate dalla maggior parte delle persone, ma che sostanzialmente non reputo colpa di quelle persone, perché magari sono state travviate, oppure, come dicono, un sacco di video, di materiale, che punta facilmente il dito, e secondo me, a mio modo di vedere, scade facilmente. In questa retorica sono loro che sono state indottrinate in questa maniera, ma sostanzialmente ignorano una grandissima parte di quelli che sono appunto i problemi che internet ci ha dato, perché la libertà è vera. È una materia molto molto complicata, e quando sei totalmente libero devi anche, sostanzialmente, essere conscio di quello che vai a fare te come persona nel mondo. Questa cosa, appunto, è uno dei tanti ragionamenti che sottolineano il fatto di limitare e restringere le libertà delle persone, proprio perché così è più facile che non sbaglino, però io parto dal concetto che sbagliare umano è errare umano, e sostanzialmente la scelta di ogni persona, che sia nel bene e nel male, deve essere fatta dalla persona stessa, basandosi sul ragionamento o sul non ragionamento, e che debba essere appunto personale e dettata da quello che una persona è, perché quando si inizia a utilizzare questa retorica del noi andiamo a limitare la libertà delle persone, perché questa mano più in alto che si presuppone abbia conoscenza di quello che sta facendo, propenderà sempre per il bene, dobbiamo sempre chiederci il bene di chi, il bene di che cosa. Per cui tutta questa chiosa generale è per cercare un attimo di fare un po’ di prefazione a quello che andremo a cercare di esplicare in questa puntata. Innanzitutto vorrei partire appunto da questa serie TV di cui ho utilizzato la colonna sonora come intro di glitch per questa volta, che è Persona of Interest, che è una serie TV un po’ vecchiotta, ed è una serie TV che per un patito di informatico come me è stata assegnato nel senso che è riuscita sia a creare tutta una serie di paesaggi fantastici, mi ci sono perso a tutti gli effetti, però credo che sia un ottimo capisaldo che riesca a riassumere nelle sue cinque stagioni tutta una serie di problematiche che se nel 2010 potevano essere considerate come anacronistiche, oggi all’alba del 2023 sono diventati praticamente il presente orwelliano per il quale vorrei dibattere. Per quanto riguarda questa serie TV è scritta da Jonathan Nolan, che è il fratello più piccolo del più famoso Christopher. La prima puntata addirittura, se non ricordo male, è proprio girata da Christopher, che poi abbandona la barca e lascia tutto in mano al fratello. Questa serie, devo dire la verità, nelle sue cinque stagioni, come vi ho detto precedentemente, assume tutta una serie di tematiche, prende in esame, in esempio, un mondo, quello governato da una macchina super intelligente che permette di decidere il bene e il male. Però ovviamente non vi voglio fare spoiler e voglio che la guardiate. Se vi va a piacere, vi lascerò tutti i riferimenti nelle note della puntata, proprio perché basandosi su questo ragionamento potrebbe essere un’ottima base da cui partire. Spero che mi sentiate bene, perché finalmente anche questa cosa l’ho fatta. Sono riuscito a comprare il filtro antipop e la spugnetta per il microfono, quindi dovreste sentire molte meno schifezze e l’audio dovrebbe essere leggermente migliore. Affrontiamo questo dannato problema della privacy utilizzando ovviamente un metodo il più critico possibile e il meno sensazionalistico possibile. Nel senso che nella multitudine di video che ho visto ultimamente su YouTube, effettivamente, come al solito, questa piattaforma non perde, o meglio, chi la popola, quindi i YouTuber non perdono occasioni per essere sempre sensazionalistici e si stanno, tranne pochissimi esempi, cercano sempre di virare nel sensazionalismo più assoluto e questa cosa non so fin quando sia un bene, anche perché è facile distorcere le informazioni in modo da renderle, come posso dire, più appetitose per chi cerca lo scandalo e poi sappiamo che, per quanto riguarda tutte queste situazioni, quando hai a che fare con una persona magari disinteressata oppure non interessata all’argomento, lanciandogli il titolo sensazionalistico potresti facilmente acchiapparlo e quindi fare conversioni, fare visualizzazioni e monetizzarci sopra. Allora, per quanto riguarda la situazione privacy, il grosso cappello che dobbiamo fare è innanzitutto che noi, in questo mondo, è che noi siamo sorvegliati. Ovviamente non siamo sorvegliati da, almeno credo, non siamo sorvegliati da una macchina a quel livello come nella serie TV, ma sostanzialmente, qualsiasi cosa che noi andiamo a fare dalla semplice accensione del computer o anche allo sblocco del telefono, ci permette di lasciare tutta una serie di informazioni, tracce e briciole che poi verranno utilizzati dai più sparati sistemi di advertising per cercare di venderci qualche prodotto, oppure per fare narrow targeting, perché, con punto comune, con l’uscito nella disamina che fece Snowden durante il caso Prism, secondo, appunto, gli Stati Uniti, è meglio raccogliere tutte le informazioni, più informazioni possibili su praticamente chiunque, perché poi, in un modo o nell’altro, sapremo cosa farci. Se volete, ovviamente, un appio più tecnico e un punto di vista, ovviamente, molto molto più tecnico e sicuramente migliore del mio, potrete sicuramente ascoltare, se non siete già ascoltatori, del podcast di Walter Vannini, da Tan Agmer, che, ovviamente, si focalizza soprattutto da questo punto di vista, però io volevo fare un ragionamento un pochino più generale, nel senso che, sempre, appunto, nell’ambito di questo podcast, volevo darvi, più che altro, di seguire più o meno un’idea, in modo da cercare di ridurre al minimo tutta, diciamo, la nostra impronta tecnologica, non perché abbiamo qualcosa da nascondere, perché chi vi dice che lui non ha niente da nascondere, quindi può benamente inficiarsi, lo vorrei vedere quando poi il bersaglio diventerà lui. Un link che pure vi lascio sotto è del canale di Nova Alexio, che, effettivamente, io non reputo un qualcosa di grandissimo spessore, perché spesso anche lui finisce nel sensazionalismo, però, effettivamente, nel video riguardante lo scandalo di Cambridge Analytica, effettivamente, riesce a mettere diversi puntini su lei, in maniera, come posso dire, comunque corretta, e da anche qui un tipo di infarinatura di quelli che sono i social network. Il motivo per cui io su Facebook sono praticamente quattro anni che non ci entro, anche perché, effettivamente, a mio modo di vedere, è un social network morto, perché, quando riguarda i social, mi sto fortemente disintossicando, nel senso che li sto utilizzando poco e solo nell’ambito di promozione personale, il famoso personal branding è poco di più, già utilizzando questa tecnica di depurarsi dai social, potrebbe essere già un’ottima tecnica di ridurre il proprio imprinting digitale. Quello che poi volevo passare è relativo al concetto di privacy nei moderni sistemi operativi. Da questo punto di vista sappiamo che Windows ormai è un colaboreo da tutti gli effetti, tant’è vero che chiunque mi chiede supporto sia per la costruzione di nuovi computer, che sia che per altri tipi di interventi, eccetera, io, ogni volta che vado a fare la restallazione del sistema operativo, consiglio di fare il, oppure faccio direttamente, il del bloc di Windows, che cerca appunto di arginare tutta la componente relativa alla telemetria, alle pubblicità, eccetera, eccetera, che Windows diciamo sempre di più inizia ad inserire all’interno. Proprio perché Microsoft è uno dei famosi giganti della tecnologia che fa di tutto per acquisire il più possibile informazioni sui propri utenti in modo da poterli rivendere a terzi oppure da utilizzarli in campagne di marketing mirate. Per cui quello che vi volevo sottolineare è di fare attenzione quando utilizzate un nuovo sistema operativo, di stare attenti nella gestione delle opzioni della privacy. Windows, diciamo, tramite diversi script fatti da terzi persone molto molto validi, ha comunque, è stato comunque automatizzato questo sistema in modo da andare a sradicare in maniera proprio chirurgica il più possibile tutta questa serie di opzioni senza dover appunto andare o a mano o utilizzando le funzioni di Windows che spesso si è notato che anche disattivando la telemetria oppure limitandola al minimo c’erano comunque un invio massiccio di informazioni verso i server di Microsoft. Ovviamente per quanto riguarda macOS che come Apple, eccetera, si presuppone sia un sistema operativo molto meno lesivo della privacy, però effettivamente, essendo che Windows viene spesso attenzionato, essendo un tra i sistemi operativi più utilizzati appunto sul pianeta nelle sue diverse facce, è molto più attenzionato di un sistema operativo come macOS, oltre al fatto che spesso Apple è un po’ troppo marchettare da questo punto di vista nel senso che lavora molto, come dicono loro, per la privacy, non vendono date a terzi, eccetera, eccetera, eccetera, però effettivamente degli audit, dei report e, come posso dire, delle prove tecniche a supporto di questo, effettivamente non li abbiamo, quindi può darsi che Apple potrebbe essere sì più desiderosa di privacy, ma comunque il fatto che, come molti non sanno, la maggior parte della struttura è cloud, che gira presso server Azure, quindi gira praticamente in casa Microsoft, possiamo dire che, per quanto voglio implementare lei, tutta una serie di politiche di votate alla privacy, comunque gira su un qualcosa di non proprio, potrebbe comunque costituire un modo di comunque carpire informazioni sui suoi utenti. Sesta cosa, Google paga una cifra spropositata che sale anno per anno per rimanere il browser di riferimento per quanto riguarda i sistemi operativi Apple, e quindi sostanzialmente, se non ti entrano dalla porta, ti entrano dalla finestra, perché col fatto che il browser principale su Safari e Google si mette direttamente Google, che ti entri in casa, e quindi sostanzialmente tramite le ricerche del tuo browser e tutto il fingerpint che lascia attraverso a punto Safari, questo punto di vista rimane comunque discretamente schedato. Per quanto riguarda anche questa cosa, quindi direi di fare attenzione al browser, nel senso che io per quanto mi riguarda utilizzo Brave, che da diversi video su YouTube e da diversi paper tecnici che ho letto negli anni, sembrerebbe il browser che a livello di impronta digitali cerca di arcinare il più possibile, abbastanza limite della legalità a mio modo di vedere, perché come abbiamo potuto notare spesso Google si sta spingendo sempre più oltre per quanto riguarda il tracciamento, e diverse regolamentazioni arrivano vari anni dopo e al massimo commissionano multa, piuttosto che andare a interminire in maniera concreta e chirurgica, proprio per questo motivo perché le legislazioni ci mettono molto tempo ad entrare in vigore e comunque ad essere valutate attentamente da persone competenti e non utilizzate come un altro modo di urlare a lupo a lupo, e quindi sostanzialmente Google comunque al massimo modifica le sue policy in maniera repentina e proprio per questo motivo non riescono mai a stagli dietro. Tant’è vero, uno dei problemi che almeno le persone un pochino più attente alla privacy come me ci preoccupava è appunto questo famoso manifest vitri e tutto il caso riguardante il cambio di politica per quanto riguarda i cookie, nel senso che anche Google si è accorta ovviamente dopo anni che più cercano di esasperare un sistema come quello delle ads del tracciamento, più persone si troveranno anche in maniera coscienziosa che in maniera non coscienziosa e quindi in maniera che non si tratta di una che tutta una serie di estensioni di metodi, che utilizzavano spesso gli ad blocker per appunto funzionare a tutti gli effetti sul browser, quindi di analisi dei link, di analisi delle fonti, a livello DNS da quale server arriva cosa, viene sostanzialmente limitata, se non addirittura completamente interrotta, dal browser, perché secondo Google, questo potrebbe essere utilizzato come modo per gestire estensioni malevole, che possano ovviamente creare problemi agli utenti. Quindi, guarda caso, quando si tratta di fare queste cose, come potete notare, è sempre per proteggere qualcuno, vengono fatte sempre nell’ottica di di salvo a guardare alla popolazione, però, in caso mai, quando queste diciamo queste normative in generale, queste modifiche vengono implementate, la situazione non fa niente altro che peggiorare, invece di migliorare da questo punto di vista. Per cui attenzione al browser. Altro punto, e finalmente mi tolgo questo enorme sasso che c’ho all’interno della scarpa, è il caso di NordVPN, penso che moltissimi youtuber, ma anche in generale dove andate, trovate la tediosa, annosa, se non addirittura pressante pubblicità di NordVPN, che vi dice che se voi siete fritori del mezzo di internet, l’unico modo per accedervi in sicurezza è utilizzare una VPN, quindi un protocollo che prende, critta i vostri dati all’interno di un tunnel, appunto, a tutti gli effetti, quindi il provider del vostro, quindi che sia la telecom, etc. vedrà solo un passaggio di dati criptato, voi vi collegate appunto a questo tunnel VPN, uscite dove volete in diversi stati, potete aggirare blocchi, potete aggirare restrizioni, NordVPN vi fa tanti malware, da antitutto, anche da antivita certe volte, e dopo fatto questo, ovviamente vi fa anche da password manager, ecco, in una soluzione del genere, a me spaventa da un certo punto di vista anche, da un ragionamento proprio di sicurezza, perché effettivamente innanzitutto, per avere una campagna marketing così incessante e tassativa, c’è bisogno di un enorme budget da allocare, e se questo enorme budget da allocare, viene appunto allocato in pubblicità, significa che effettivamente il servizio, può essere splendido quando volete, ma sicuramente potrebbe avere delle problematiche, delle rimostranze. Uno, anche il fatto che loro dicono, di come tutte le VPN, di non avere traccia dei dati, essendo appunto server che fanno girare il software, sull’irram, e quindi fisicamente, non possono registrare log, e soprattutto appunto, loro hanno la politica del non log, quindi qualsiasi cosa fate, effettivamente loro dicono di tenervi al sicuro. Sarebbe da provare, giusto per fare come test, di pagare l’abbonamento di NordVPN, addirittura un mese, di fare una truffa online, di carattere biblico grosso, e vedere se l’FBI non vi entra a casa. Sempre più spesso, sono i casi di VPN che dicevano, di non avere traffico, di non avere niente di chiudenti, e quindi di garantire la loro privacy, e la loro attenzione, poi sostanzialmente, appena qualcuno faceva la voce grossa, loro erano subito pronti, a fornire tutte le informazioni, possibili e immaginabili, log compresi, di quello che veniva fatto da quel determinato utente, oppure addirittura strascico, e quindi poi, potevano più facilmente essere identificati. Se poi NordVPN da questo punto di vista, io non metto in dubbio, che sia una società seria, e votata alla sicurezza, c’è da farsi un altro ragionamento, che anche a me, sto notando, non viene fatto praticamente quasi da nessuno, e se lo tengono per loro, ovvero il fatto di che, se voi utilizzate un unico provider VPN, quindi mettiamo caso, che è una percentuale considerivale, come credo, visto che NordVPN è anche, diciamo, la società capo di NordVPN, è anche sussidiaria, di tutte le soluzioni di sicurezza, di Surfshark, che sarebbe un altro player, da questo punto di vista, sempre votato alla sicurezza, che fa sempre le stesse cose, quindi VPN, password manager, eccetera, eccetera, eccetera, quindi già siamo a due etichette, abbastanza famose nell’ambito web e mobile, potrebbe essere il classico problema, del gatekeeper, ovvero, quando voi sostanzialmente, cosa è successo anche a Google, iniziate ad accentrare, una serie così grossa di informazioni, perché più utenti, parecchi più utenti, magari la totalità degli utenti, significa dare a queste aziende, un potere enorme, di accentramento dei dati, di passaggio dei dati, potrebbero creare, il problema del gatekeeper, cioè che loro, innanzitutto, potrebbero essere molto, molto più soggette a governi, o legislazioni, che potrebbero fare pressione, anche molto molto forte, per la comunicazione, anche in maniera, non ufficiale, di qualsiasi tipo di dato passi, all’interno dei loro canali, ma soprattutto, quando sappiamo, che quando un’azienda, raggiunge una certa massa critica, iniziera sostanzialmente, a cercare di monetizzare, il più possibile, il proprio utente, ma soprattutto, farà il possibile, di gestire il proprio utente, di monetizzare il proprio utente, perché sappiamo, che effettivamente, i prezzi, dei cantati NordVPN, sono abbastanza bassi, da questo punto di vista, quindi io non mi capacito, del fatto, che loro abbiano una politica, di marketing così aggressiva, e dei prezzi così bassi, e soprattutto, potrebbero iniziare, senza volerlo, oppure con all’inizio, un fine, magari positivo, potrebbero iniziare a censurare, perché effettivamente, essendo un tunnel VPN, loro gestiscono appunto i server, e quindi sanno cosa passa, cosa deve passare, cosa non deve passare, potrebbero operare, in maniera artificiosa, una censura, più o meno facile, o difficile da notare, e questo appunto, creerebbe ulteriori leiture, di preoccupazione, nonché di problematiche, che potrebbero un giorno, riportarci sostanzialmente, ad un periodo, in cui le VPN non esistevano, ma erano solo, come al giorno d’oggi, gli SP, a bloccare il diverso traffico, quindi censura tutti gli effetti. La cosa del mio ragionamento, è di stare attenti, con quello che fate, quando non navegate in rete, ma soprattutto, di non abbracciare, in maniera unica, e senza, come posso dire, senza farvi comunque, dei ragionamenti, che non sono, che non sono, che non sono, che non sono, che non sono, ragionamenti critici, con questi enormi erogatori di servizi, ovviamente, affidandosi totalmente a loro. Ulteriormente questo fatto, è utilizzare un pacchetto, di un’unica azienda, che abbia praticamente in mano, tutta la vostra vita digitale. Io anche qui, avrei le mie remore, ovvero, di utilizzare, magari NordVPN, con i loro gestori di password, tutto chiuso in un’azienda. Mettete caso alla cosa più semplice, domani mattina, che questa azienda, pur mantenendo in maniera così aggressiva, questa politica di prezzi, non riesca, ovviamente, ad andare in profit, oppure, abbia una causa, per un qualsiasi motivo, di qualsiasi, di qualsiasi situazione, si trovi in crisi finanziaria, e debba chiudere. Voi vi ritrovereste, dalla sera alla mattina, se scoperti, di tantissimi servizi, in unica volta, e ovviamente, dovendo affannarvi, a cercare qualche metodo alternativo, e che potrebbero portare, ad incrinare la vostra, appunto, la vostra posizione, la toprivacy, per quanto riguarda, il vostro traffico online. Visto che decisioni di questo tipo, devono essere presi, con una certa, freddezza mentale, ma soprattutto, con del tempo, in cui bisogna ragionare. Mentre, se una società, dalla sera alla mattina, come questa, dovesse saltare in aria, vi creerebbe, uno stato di ansia precoce, lo creerebbe a tutti, me compreso, se io avessi realmente, imitate là dentro, uno stato di ansia precoce, uno stato di problema, diciamo, diffuso, ad un livello molto alto, e quindi, questo potrebbe, portarvi a fare delle scelte, magari, non felici. Per cui, mettere tutte le vostre, uova, in un solo paniere, ma, cercare di diversificare, il più possibile, il tutto. E, soprattutto, quello che, a mio modo di vedere, io consiglio, è di non affidarsi, proprio ai password, e a non affidarsi, innanzitutto, ai famosi keychain, dei Debrowsers. Questi sono sconsigliatissimi, perché sono i più bersagliati, e sono i più, più agherati, e più problematici, da proteggere, sia per quanto riguarda Google, sia per quanto riguarda Safari, ma di utilizzare un password manager, che sia, magari, di un’azienda, e soprattutto, non sia in cloud. Perché, già abbiamo visto, anche con, con Agilebytes, che sarebbe la società, dietro il, il noto, gestore di password, One Password, che sì, è molto sicura, però il fatto che sia, totalmente in cloud, e totalmente online, comunque non ha messo, diciamo, al riparo, i clienti, perché, è stato un, un data leak, da parte di questa azienda, loro dicono, ovviamente, che nel data leak, non sono presenti, i database cifrati, non dovrebbero essere entrati, in possesso, di password, o di materiale sensibile, ma sappiamo, che queste notizie, sono all’ordine del giorno, perché, addirittura, io ricordo, che nel 2014, 2015, quando, decisi di, di smettere, totalmente, il mio, precedente password manager, che era tutto in cloud, si chiamava LastPass, era proprio a fronte del, del, di un’attività, poco sicura, successa, qualche anno prima, e guarda caso, proprio quando, qualche anno dopo, io, in questo caso, è, è Mpass, quindi, che crea, come il vecchio, One Password, crea un, un, un vault, cifrato, che voi potete mettere, dove volete, quindi, su chiavetta, su un cloud, in maniera, totalmente, cifrata, o sul vostro server, in modo, da, gestirvi, voi, le password, dove stanno, totalmente, cifrato, LastPass, e, quindi, voi potete, cambiare, totalmente, password, agli utenti, che avevano, ricevuto questa mail, perché, potevano essere, appunto, soggetti, a tentativi di pishing, a cagheraggio ulteriore, eccetera, eccetera, eccetera, per cui, state lontano, da, dai password manager online, cercate di, utilizzare una, come posso dirvi, una soluzione, o, totalmente, offline, molto bene, che se non sbaglio, ha promosso, anche, Francesco Tucci, del podcast, Bill Ready Bit, qualche tempo fa, ed è un ottimo software, che, non fa nient’altro, che prendere i vostri dati, cifrarli, e spararli, all’interno, di diversi cloud, in modo, che anche se, dovesse rubare il cloud, dell’azienda X, o sostanzialmente, entrare in possesso, di questi file, comunque, avrebbe una, una cretazione forte, su qualsiasi tipo di file, e sostanzialmente, non se ne farebbe niente. E’ un software, non, magari vogliamo parlare di ulteriori argomenti, etc. Tutti i miei riferimenti sono nelle Shenoes. Spero che sia stata una puntata interessante, ai più e non troppo complicata. Non mi resta nient’altro che salutarvi e ci vediamo alla prossima puntata. Ciao ragazzi. Noi è il suono della mia voce. Non so se ce l’abbiamo fatta. Se abbiamo vinto, oppure perso. Non ne ho idea. A questo punto non so neanche cosa rappresenterebbe una vittoria. Perché tanto… è finita. Quindi, lascia che ti racconti chi eravamo. Che ti racconti chi sei tu. E come ci siamo ribellati.