📖 Descrizione 📖
In questa prima puntata cerco di spiegare in modo semplice chi sono, cosa faccio e perchè ho scelto proprio questo nome per il Podcast, il tutto condito con varie sviolinate al gruppo Telegram Techno Pillz Riot (https://t.me/TechnoPillzRiot). infatti grazie al loro supporto tutto questo è diventato realtà.
Spero che questa prima puntata sia di vostro gradimento, attendo FeedBack !
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📜 Trascrizione della Puntata 📜
Salve a tutti ragazzi e benvenuti su Glitch. Allora, dopo cafferaiot ho deciso di fare questo nuovo podcast che segnasse il più possibile una verta spaccatura con quello vecchio. Perché? Perchè di qualcuno ha chiesto di condividere quello che faccio di mestiere, quindi il web designer freelancer che adesso viene catalogato come un programmatore di seconda classe rispetto a chi programma in CC++, C-Shark Per cui non pensavo servisse il mio contributo alla comunità, però dopo che ho alcuni messaggi a Tarno del Riot, che è questo fantastico gruppo Telegram che io dico sempre sia a me stesso sia ai amici quando esco a far bere una birra, se dovesse finire il mondo cari ragazzi questa gente chiudetela in un bunker perché è l’unica che potrebbe salvare il mondo, anzi è l’unica che salverà il mondo e ne farà una versione 2.0 con forse qualche bug di meno. Parlando di più e di meno, mi hanno spinto a iniziare questo podcast dove cerco di far luce su quello che è il mio lavoro sulle difficoltà che un web designer rincontra, ma soprattutto sul fatto che la gente pensa, come i miei genitori che tu stai davanti al computer senza far nulla, e i siti web nascono così, dalla sera a mattina. Ma un ciancio alle bande e iniziamo questa puntata pilota sperando che sia di vostro gradimento Gli argomenti di oggi erano innanzitutto perché ho fatto questo podcast e credo di essermi più o meno spiegato poi volevo affrontare con voi perché noi veniamo definiti programmaturi di seconda classe, veniamo definiti degli artisti digitali non si capo quando tu hai a che fare con il web designer, soprattutto in Italia, soprattutto nella mia carriera ho trovato di fronte gente che non ha mai capito realmente cosa facevo. Detto in parole povere, il web designer dovrebbe essere la persona che si frappone fra il cliente che ha bisogno di un sito web di un’applicazione web, i diversi reparti di programmazione o il programmatore, in quanto il programmatore spesso lavora in maniera schematica molto matematica naturalmente dalla logica da cui è stato forgiato. Tanto è vero che se vediamo software per eccellenza, che sono quelli di Apple, ci sono tutta una serie di designer che danno dei consigli ai programmatori per rendere le interfacce semplici da utilizzare. Il web designer fa questo per quanto riguarda il web principalmente, quindi rende bello, rende funzionale, rende facilmente utilizzabile da chiunque un sito web. Questo dovrebbe essere tecnicamente il lavoro e dovrebbe il web designer lavorare in team insieme a un programmatore vero e proprio, al grafico, al fotografo e a tutte le professioni che richiedono un sito web. Però visto che in Italia non so per quale motivo si tende a condensare più lavori in uno, forse perché così si paga meno gente, il web designer almeno per quanto mi riguarda, io sono diventato quello che dovrebbe essere un full stack developer, ovvero programmatore web designer fusi. Quindi devi diventare tutto quando, devi fare tutto quando. Infatti quando va a che fare con un sito lo devo approcciare da 360 gradi. Quindi anche se sui biglietti mi da visita scrivo web designer, io mi ritengo un web designer, nel senso non classico del termine, perché quando vai ad approcciarti a un cliente lui ti chiede guarda il mio sito non funziona, oppure il mio sito fa schifo, oppure dobbiamo rifare il sito, però non ti dice guarda tu sei un web designer quindi mi devi decorare l’interfaccia, chiamami il tuo team, diamoci a tavolino e cerchiamo di imbastire un ragionamento. Invece il cliente ti chiama e naturalmente dice questa cosa non funziona, falla funzionare, molto semplicemente. Quindi tu devi applicare, devi parlare con lui, devi riuscire a capire cosa vuole, cosa non vuole. Quindi ogni volta che ho a che fare con una persona diversa vengo chiamata web designer, un artista digitale. Paradossalmente sono lavori diversi. Volevo dirvi ultime due cose, sperando che questa prima puntata vi sia piu o meno piaciuta, riguardando il podcast Glitch. Perché l’ho chiamato Glitch? Beh, un termine che mi sento molto mio, perché io per tantissimo tempo mi sono sentito un glitch all’interno del sistema Mondo, nel senso che Glitch non è nient’altro che un errore di programmazione che causa, soprattutto nei videogame e a schermo, delle situazioni non preventivate dal programmatore all’interno dell’interfaccia di gioco. Quindi personaggi che saltano in maniera strana, immagini che si sgretolano oppure hanno degli artefatti. Perché non ero mai riuscito a trovare la mia forma e difficilmente riuscivo a farmi capire dalle altre persone. E quindi ho deciso di chiamarlo Glitch, anche se il titolo Glitch è un pochino forviante, perché io non mi sento più un glitch in questo momento, ma mi sento una persona ascoltata e penso rispettata da quando ho trovato il gruppo TecknoPills. Perché da quando ho iniziato a parlare e a discutere con queste persone magnifiche, ho smesso di sentirmi solo nel mondo. Per cui, chiudo con questa frase, ovvero, mai arrendersi se ti piace quello che fai, anche se il mondo non ti capisce. E io metterei virgola fino a quando non trovi il gruppo TecknoPills. Poi, in ultima cosa, volevo parlarvi delle mie prime soddisfazioni personali. Faccio il webdesign, ero ormai da 5 anni e qualcosa. Quando sono partito avevo contro praticamente tutti, ovvero la mia famiglia, chi in generale trovava per strada, perché mi diceva che cos’è, che cosa fai, non è un lavoro, non sei mai stato bravo a disegnare al liceo, infatti io fino a essere un cane a disegnare. Mi hanno detto che cosa fa, che cosa non fa, fa il dirai sicuramente, perché ti stai buttando in questa cosa. E io naturalmente, fatto mi forza da solo, ho deciso di intraprendere questa strada. E per fortuna devo dire che mi è andata bene, perché già dopo un mese, paio di mesi che ero, tra virgolette, su piazza, mi sono stati commissionati diversi lavori. Uno in particolare, un ragazzo con cui lavoro ancora oggi, che è nel mercato dell’arte, ha gallerie qui a Salerno che sta chiudendolo a causa del fatto che Salerno ormai è una città morta, ha delle segne a Portualtu e Portocervo e poi è aperto da pochi mesi a Bologna. Per esempio, abbiamo dovuto rifare totalmente il sito della galleria, è stato un lavoro che è durato sei mesi, ogni anno viene aggiornato e fatto un refreshing ed è una persona con cui mi trovo tantissimo, che ed è stata una delle poche, che mi ha dato la forza a dire mi piace quello che fai, sono soddisfatto del lavoro che hai fatto. Quando io ho chiesto quello che io ho chiesto da preventivo, non si è mai tirato indietro, anzi mi ha sempre detto, questi soldi sono felici di investirli, perché noto da quando abbiamo rifatto il sito, faccio le mostre, persone internazionali vengono da me e mi vengono a dire visto siti di tantissime gallerie, il sito della galleria di New York, gallerie molto più importanti della tua, hanno dei siti che sono fatti in maniera oscena, perché sono dei quadri James o un Pollock, sempre perché il web designer secondo me non aveva, ovviamente, l’usabilità finale del sito, invece che la mera opera d’arte digitale, perché quella è una bomboniera, cioè se andate a vedere il sito delle gallerie di New York, delle diverse gallerie sparpagate nel mondo, o sono brutti che sono brutti, o sostanzialmente sono delle bomboniere, c’è un sito bellissimo dove ti va a vedere l’opera organizzata, magari ci stanno tutte queste bolle che navigano, però se devi andare a trovare il menu, se hai capito dove cacchio devi andare e guarda caso, vabbè vedi il menu è chiuso in qualche bolla, tu devi fare il salto carpiato triplo per fare questa cosa, e poi se la vedi da mobile, vedi la schifezza, e quindi persone di un certo calibro gli hanno fatto i complimenti per il sito e per il web designer perché era un sito molto bello, soprattutto facile da usare, e loro erano riusciti ad acculturarsi sia sull’artista, sia sull’evento, sia sull’opera, prima di andare alla mostra, a me questa cosa mi ha reso tantissimo felice, perché è un conto che persone nazionali ti dicono che se fai il tuo lavoro, un conto sono persone che vengono dall’arte, mercanteggiano arte, quindi hanno un occhio molto clinico nel relativo, quindi sono persone che vengono dall’arte, mercanteggiano arte, quindi hanno un occhio molto clinico nel relativo, quindi sono persone che vengono dall’arte, mercanteggiano arte, quindi hanno un occhio molto clinico nel relativo, quindi sono persone che vengono dall’arte, mercanteggiano arte e ti vengono a dire guarda questo è un buon lavoro. Per questa prima puntata di Glitch e tutto aspetto feedback su gruppo TeknoPills Riot oppure potete contattarmi in maniera privata, vi metto tutti i link nelle note, non vi preoccupate, allora rinuovo di nuovo i miei saluti, spero che questa puntata vi sia piaciuta e fatemi sapere se questo podcast può continuare.